Ottobre 30, 2007 di cangianoluigi
Questo post nasce dall’intuizione di un antropologo contemporaneo verso cui nutro ammirazione profonda ed il cui pensiero riporto in queste pagine come riflessione personale sulla condizione sociale dei nostri tempi.
Edgar Morin sostiene la tesi secondo cui nessun’ epoca come la nostra pare abbia accumulato una quantità simile di conoscenze. Conoscenze facilmente fruibili, largamente accessibili attraverso i mezzi dell’innovazione teconologica.
Eppure nessun’ epoca come questa sembra aver smarrito il “senso” di cio’ che l’uomo è.
Una rivalsa della scienza nei confronti delle discipline umanistiche ha distolto l’attenzione dal “generale” al “particolare”, alla specializzazione del sapere.
Siamo bombardati da continui e nuovi flussi informativi.
Eppure questa dimensione tecnologica che di fatto arricchisce il campo esperenziale ha smarrito il senso della complessità a favore del riduzionismo.
Ma l’essere umano è una realtà estremamente complessa. Come tale, può essere indagato e conosciuto solo all’ottica di una complessa ricerca.
Siamo infantili ed adolescenti, siamo isolati ed insieme sociale, giocatori e giocattoli, siamo attivi e visionari.
Il dualismo insito nella nostra natura deve essere riconosciuto e promosso con forza.
Di contro alle omologazioni, alle stereotipie, a chi ci massifica per uso e consumo, per comodità di gestione ed indirizzo.
E’ un inno alla libertà di pensiero quello di Morin, è la mano che toglie la benda dagli occhi e ci permette di guardare alla “complessità come opportunità” , come crescita ed evoluzione, come piena realizzazione di noi stessi nel rispetto dell’alterità.
Buona vita
Luigi Cangiano
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Ottobre 22, 2007 di cangianoluigi

Cosa spinge milioni persone ad azzardare acquisti tramite i canali di vendità online?
Personalmente ho più volte sperimentato con successo l’ebrezza delle trasazioni su Ebay.
Neppure ad un essere così “spudoratamente” razionale come me (sia chiaro l’estrema razionalità è fonte spesso
di frustrazione e d’insuccesso, parleremo anche di questo) sfugge la tentazione dell’ignoto, dell’evidente pericolo
insito nell’impossibilità di vedere e toccare la merce che si acquista se non prima di averla ricevuta
(ammesso che ciò accada).
Eppure, mi chiedo, quali siano gli elementi capaci di rassicurare e d’invogliare allo shopping elettronico?
Probabilmente nell’ottica del “buon venditore” si cela l’astuzia capace di “costruire fiducia”.
Fiducia rinforzata da una comunità di benpensanti, di chi prima di noi ha compiuto il “passo” ed evidentemente
ha usufruito dei benefici legati al mezzo.
Il “feedback” è un po’ come la repuzione che accompagna ciascun individuo.
Maggiore il feedback, migliore la reputazione (a quando un dottorato in vendita online?).
Sono le transazioni ad esito positivo che decretano la rispettabilità…
Eppure l’esperienza insegna che una buona reputazione nella vita reale come in quella fittizia
puo’ essere il frutto di una costruzione ad arte finalizzata alla truffa, all’imbroglio.
“Siamo all’asta dei superlativi”, citando il titolo di questo post.
Accasionissime…prezzi stracciatissimi…vere rarità… pare abbiano il potere di ammaliare anche gli animi
più scettici.
Eppure un brivido d’irrazionale, una fiamma d’ignoto decreta a tutti gli effetti il canale di vendita preferenziale
del nuovo millennio.
E’ la dimostrazione come spesso affermiamo, che la distanza tra reale e virtuale sia sempre più sottile…
E’ l’evidente nascita di una doppia dimensione dell’essere.
Nuovi tempi corrono…
Buona vita
Luigi Cangiano
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Ottobre 7, 2007 di cangianoluigi

È ufficialmente considerato fenomeno di massa.
Milioni di persone avvertono la necessità di creare un avatar ( un alterego virtuale) e popolare mondi fiabeschi in cui l’impossibile diventa reale, la realtà finzione.
È questa “seconda opportunità” ad affascinare oppure è soltanto tecno-moda, un espediente del web 2.0, niente più che un gioco di ruolo nazional popolare?
Da acuto osservatore della realtà per propensione e passione ammetto di gradire non poco la possibilità di sperimetare, monitorare, realtà comunitarie, aggregazionali, che seppur apparentemente fittizie finiscono per rappresentare uno spaccato sociale meglio di tante indagini “ufficiali”.
In effetti questi esseri “soprannaturali” cui nella finzione si dona la capacità di volare, di teletrasportarsi, di mutare aspetto a piacimento, assumono nella totalità dei casi vizi e virtù del genere umano.
È risaputo come Second Life ad esempio sia foriera dei mali del mondo reale: violenza, pedofilia, prostituzione hanno invaso inesorabilmente anche il mondo di Linden che si è visto costretto ad adottare severe misure restrittive.
Una realtà parallela quella dei giochi di ruolo in cui le regole comportamentali sono del tutto simili se non identiche a quelle universalmente riconosciute nella quotidianità.
Probabilmente il solo aspetto che differenzia reale da virtuale è la mancanza di comunicazione non verbale. La gestualità è ridotta all’osso per ovvie ragioni di interazione software. I personaggi cui si assegna l’alterego sono limitati nei movimenti con evidente compromissione della capacità espositva.
Sappiamo bene quanto comunicazione verbale e non verbale siano interdipendenti nel trasmettere la “sensazione” dell’altro.
Di contro la mancanza di un approccio “fisico”, l’assenza di distanza interpersonale pare favorisca la socializzazione, l’interazione.
Questo accade nei limiti di un rapporto colloquiale e sino a quando l’identificazione con il prorpio avatar non assume i caratteri della totalità finendo col replicare se stessi all’interno della fiction.Eppure immagino che questi “paesaggi del web” siano stati ipotizzati come una realtà priva dei limiti del reale. Penso alla capacità di esprimere opinioni senza lasciarsi condizionare dal colore della pelle, dal credo religioso, penso alla possibilità di superare facili pregiudizi legati alla disabilità.
Saremo capaci di relazionarci al “gioco” e con esso sviluppare una percezione del sociale avulsa da stereotipi condizionanti e limitanti?
Saremo capaci di pensare ad un universo parallelo in cui sviluppare alcuni tratti della nostra personalità? Questi immagino siano gli ingredienti cui spetterà decretare il fallimento oppure il succeso di tali “alternative”.
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Ottobre 5, 2007 di cangianoluigi
Conduciamo un’esistenza in bilico tra realtà ed aspirazioni, in cui il bisogno di senso (Logoterapia da Logos, parola o senso) motiva gli esseri umani alla realizzazione delle proprie ambizioni ma nel contempo ne carica emotivamente il subconscio ad un livello spesso vicino alla saturazione, alla nevrosi d’ansia, alla sensazione di fallimento.
Viviamo condizioni lavorative che non ci appagano, relazioni affettive che hanno perso la verve dei primi amori e non hanno saputo evolversi in complicità, feeling, profonda stima reciproca.
Tutto ci appare vuoto, privo di senso appunto.
I Logoterapisti considerano la ricerca del benessere come motivo essenziale e trainante della propria esistenza.
Non è ciò che si fa ad assumere importanza ma come si fa.
Viktor Frankl padre della Logoterapia riconosce in tre le caratteristiche che danno senso alle cose producendo un ruolo benefico nella vita degli individui:
1 La Creatività (come metafora del sogno e dell’immaginazione, ma anche del nuovo)
2 La Vita Sociale (come elemento inscindibile di pienezza dell’essere e fonte che si alimenta nel rapporto con l’altro)
3 Le attitudini etiche (come legame saldo con i prorpi valori ed allo stesso tempo come mezzo per gestire adeguatamente la propria libertà)
Buona Vita
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Ottobre 5, 2007 di cangianoluigi
Questo diario on-line nasce da una sincera passione e da spiccata propensione nei confronti di discipline psicologiche ed umanistiche e solo in secondo luogo come naturale evoluzione di un percorso didattico che conduce al ruolo di Formatore e Comunicatore , realtà professionale.
Umanamente lungi da certo accademismo, essenzialmente tecnicistico, vuole offrire nella quotidianità del vivere, consigli pratici, vuol essere di spunto e riflessione sulle tematiche dell’essere in ogni sua sfumatura.
Se è vero che una comunicazione efficace ha il potere di migliorare la qualità dei nostri rapporti, se altresì mente e spirito reclamano equilibrio costante, se infine vivere bene è porre attenzione alla qualità della nostra condizione, sarà dichiarato impegno, dicevamo per sincera passione e propensione, offrire al lettore spunti ed appunti cui attingere in libertà.
Buona Vita
Luigi Cangiano
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